Crollò a terra sopraffatta dalla stanchezza, dalla fame e dal sole di mezzogiorno. Erano ore che correva sorprendendosi di quanta strada avesse già compiuto anche se purtroppo era arrivata a percorrere meno della metà della strada che avrebbe dovuto, si trovava vicino la città di Efila quando le forze l’abbandonarono del tutto e la ragazza cadde in un sonno profondo priva di sensi.
Quando si risvegliò era distesa su un tappeto erboso da cui si stagliavano rari fiori lillà e gialli.
Non capiva come era finita lì ma non le importava, quello era il lago ed era l’unica cosa rilevante. Vide subito una donna, un elfo, era anziano come non ne aveva mai visti, i capelli candidi le scivolavano sulle spalle come piume delicate di un potente sparviero. Il suo viso era duro e gli occhi velati dalle cataratte erano bianchi come la neve che si posa sui cipressi. Laura le si avvicinò piano e la donna non si mosse quasi ipnotizzata dalle onde sottili del lago. Laura le era affianco e la donna senile era ancora immobile.
«Non si muove e non parla, ho provato a farle delle domande ma non risponde, è tutto tempo sprecato.» Mormorò una voce da una capanna poco distante, poi dopo una breve pausa «Finalmente ti sei svegliata… erano ore che dormivi, guarda è quasi sera…» La voce ora aveva un volto, anch’esso un elfo, doveva avere più o meno la sua età, gli occhi azzurri fissi sull’anziana.
Si avvicinò a passo lento e cadenzato. Era arrivato vicino alla ragazza quando la vecchia parlò, lo sguardo perso nel vuoto, una voce flebile ma autoritaria: «È sì questa mesta ricorrenza ma come si può imparare la felicità se non si è conosciuto ed accettato il dolore?» Ci fu una breve pausa poi a ritmo penetrante ed a voce più alta: «Quello che il sangue ha diviso il sangue ha riunito, dopo secoli la razza elfica è tornata.»
«Ma che dice? La razza elfica c’è sempre stata, c’è adesso e sempre ci sarà!» Sbottò il ragazzo tutto d’un fiato.
«No,» Rispose prontamente Laura «lasciala parlare.»
La donna continuò «Il vincolo di sangue è indelebile ma invisibile e solo la magia lo innalzerà dinnanzi agli dei di ogni popolo.» Ci fu una lunga pausa «Questo è il vostro maestro, aprite l’ambito tesoro ed aprite la mente ed il cuore alle arto magiche.» Disse indicando una zona alberata non lontana dal lago.
Laura ed il ragazzo erano entrambi abbastanza confusi, con non poca esitazione si diressero verso il bosco attraversando il prato verde. Il sole stava calando ma entrambi si muovevano bene nell’oscurità.
«Non ci siamo ancora presentati, io sono Laura.»
«Il mio nome è Tom il costruttore.»
http://s8.bitefight.it/c.php?uid=58378Spesso si parla delle illusioni di quelli che amano, ma sarebbe meglio parlare della cecità di quelli che non amano.

Vorrei riuscire a capire cos'è l'amore perchè quando lo capirò sarò sicuro d'amare.
se d'amore togli un pizzico ottieni l'amicizia
Ti amo non per come sei ma per come appari al mio cuore
Quale prova d'amore più sincera del silenzio
Se la vita è come una scala e c'è chi scende c'è chi sale, io con te salgo sempre, mamma mia che fatica!
Quando sono con te mi sento piccolo piccolo perchè il nostro amore è troppo grande